
Giovedì 5 marzo alle ore 21, presso il Salone Comunale di Pavone Canavese, Opificio Culturale propone una serata dedicata alla letteratura e alla narrazione consapevole della malattia, con la presentazione del romanzo “Non ti voglio” di Marco Zenone.
Nato nel 1973 a Galliate (NO) e residente a Oleggio, Zenone convive con il diabete di tipo 1 dall’infanzia. Nel 2020 ha pubblicato con Edizioni Effedì il suo primo romanzo, un’opera di autofiction che affronta la malattia con uno sguardo ironico, intelligente e mai pietistico.
Non ti voglio racconta la storia d’amore tra Enzo, giovane uomo con diabete tipo 1 cresciuto negli anni Ottanta — quando le terapie erano ancora complesse e invasive — e Arianna, che si confronta per la prima volta con una realtà che conosce solo per sentito dire.
Il romanzo evita la forma del “diario di malattia” per diventare invece una narrazione viva, stilisticamente varia, capace di alternare leggerezza e profondità, offrendo una riflessione autentica sugli aspetti psicologici ed emotivi legati alla convivenza con il diabete.
L’opera ha ottenuto attenzione da parte del mondo medico e culturale: un estratto è stato pubblicato sulla rivista scientifica JAMD (Fondazione Medici Diabetologi AMD); il libro è stato presentato in numerose città italiane e ha partecipato all’Independent Grand Tour promosso da Hangar del Libro e dal Salone Internazionale del Libro di Torino.
Nel maggio 2024 Zenone è intervenuto come relatore al XII Convegno Nazionale della Fondazione Medici Diabetologi AMD a Roma, nella tavola rotonda “La parola al diabete”, dedicata alla comunicazione della malattia.
Nel 2025 ha pubblicato con Scatole Parlanti Visite e altri incontri di apparente marginalità, spin-off narrativo ambientato nello stesso universo umano del primo romanzo.
Intervengono
Dott. Riccardo Fornengo, Responsabile S.S.D. Diabetologia ASL TO4
Valentina Bessolo, Presidente di Opificio Culturale
Modera: Valerio Camillo Grosso, giornalista
Questa serata nasce dal desiderio di proporre uno sguardo diverso sul diabete di tipo 1: non una narrazione clinica, non un racconto vittimistico, ma un confronto culturale capace di restituire complessità, ironia e umanità a una condizione ancora troppo spesso raccontata per stereotipi.
Anche Valentina Bessolo, Presidente di Opificio Culturale, convive con il diabete di tipo 1 da oltre vent’anni. La sua esperienza personale, intrecciata al ruolo istituzionale e culturale, offrirà l’occasione per un confronto diretto e concreto con l’autore, mettendo in dialogo vissuti, prospettive e modalità diverse di raccontare la stessa realtà.









Grande partecipazione per l’incontro dedicato al libro Non ti voglio di Marco Zenone, che ha trasformato una semplice presentazione letteraria in un momento di confronto e approfondimento sul tema del diabete di tipo 1.
Un sentito ringraziamento al dott. Riccardo Fornengo per aver offerto preziosi riferimenti tecnici e scientifici, contribuendo ad arricchire il dialogo con competenza e chiarezza.
Grazie a Marco Zenone per aver condiviso il suo punto di vista e per aver raccontato, attraverso il suo romanzo, una storia capace di avvicinare il pubblico a una realtà spesso poco conosciuta e ancora accompagnata da molti luoghi comuni.
Un ringraziamento anche a Valerio Camillo Grosso, che ha moderato l’incontro con sensibilità e attenzione, guidando il confronto tra letteratura, medicina ed esperienza personale.
Durante l’incontro è intervenuta anche Valentina Bessolo, presidente dell’associazione promotrice e persona con diabete di tipo 1 da oltre vent’anni, che ha portato una testimonianza diretta attraverso racconti ed esperienze di vita vissuta, contribuendo a restituire uno sguardo autentico sulla quotidianità della malattia.
La serata ha registrato una partecipazione molto ampia: persone con diabete di tipo 1, familiari, professionisti del settore sanitario, diabetologi e cittadini interessati ad approfondire il tema, a dimostrazione di quanto sia importante creare occasioni di informazione e consapevolezza aperte alla comunità.
Gli organizzatori restano disponibili a raccogliere e approfondire le domande emerse durante l’incontro che non è stato possibile affrontare nel corso della serata.
Grazie a tutti i partecipanti per l’attenzione e la sensibilità dimostrata.
